Proposta di legge per legalizzare la marijuana, cosa cambia per consumo e vendita
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - Salute e Bellezza
A Roma e Milano, come in tutta Italia, apriranno i “Cannabis shop” dove tutti i maggiori di 18 anni potranno acquistare, legalmente, la marijuana.
La proposta di legge, firmata dal vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, il 25 luglio arriverà in Parlamento per la discussione tra i deputati.
“Sono sempre di meno, dentro e fuori dal Parlamento, a credere all’illusione di potere ridurre la diffusione delle droghe semplicemente proibendole” dice il sottosegretario del Ministero degli Esteri.
Il percorso della proposta di legge della cannabis italiana è iniziato nel marzo 2015 con una lettera che il sottosegretario agli Affari Esteri ha indirizzato ai parlamentari.
La marijuana è ormai un farmaco di riferimento per trattare ansia e mal di testa.
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Il testo della proposta di legge, che approderà in aula sottoscritto da 220 deputati e 75 senatori, va a normare l’intera filiera della cannabis stabilendo limiti e modalità per:
1. l’autocoltivazione
2. la commercializzazione
3. il possesso di sostanze cannabis derivate.
Il legislatore ha pensato di introdurre un regime autorizzatorio per i produttori che segue la normativa sul monopolio dei tabacchi.
Saranno creati di “cannabis shop” in cui potranno essere venduti esclusivamente prodotti a base di cannabis, derivati da una filiera controllata, e sottoposti ad una tassazione uguale a quella dei tabacchi.
Sarà lecito passeggiare in strada con una quantità di cannabis per uso ricreativo pari a 5 grammi.
In casa il possesso sarà innalzabile a 15 grammi.
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Rimane illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi.
È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo.
Sarà possibile coltivare fino a 5 piante di cannabis, in forma individuale:
in casa sono consentite 5 piante per ogni residente, previa una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio.
I dati trasmessi sono inseriti tra i “dati sensibili” e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione.
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Per chi non ha il tempo o gli spazi per creare il proprio orto casalingo sarà possibile creare associazioni senza fini di lucro, per coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato, fino ad un massimo di 50 soci.
L’istituzione di un regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio sarà autorizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli anche a soggetti privati.
Il processo produttivo sarà tracciato e sottoposto al divieto di importazione e esportazione.
Inoltre sarà vincolato alla sola vendita al dettaglio in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, sotto la vigilanza del Ministero della Salute.
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Nei cannabis shop sarà vietata la vendita ai minori.
Resterà vietato il consumo in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati, così come la guida sotto effetto di stupefacenti.
La legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica.