Mediaset querela Morgan per i suoi atteggiamenti diffamatori

Pubblicato il da Dottor X - aggiornato il - Televisione e Cinema

Mediaset querela Morgan per i suoi atteggiamenti diffamatori

Mediaset querela Morgan per i suoi atteggiamenti diffamatori nei confronti di Amici e di Maria De Filippi. Ecco cosa é successo.

Mediaset querela Morgan per i suoi atteggiamenti diffamatori

L’11 aprile Maria De Filippi annunciava la decisione: “Sono purtroppo costretta a confermare le voci che annunciano l’uscita di Morgan da Amici. È vero e lo considero un mio fallimento. Dopo una lunga e vana attesa di un incontro con gli autori e con chi gestisce la produzione, tutto è degenerato. Da lui sono partiti gli insulti, le accuse, le teorie complottiste e persecutorie, fino alla ovvia e necessaria risoluzione degli impegni reciproci. Peccato. Considero Morgan un artista a tutti gli effetti, un uomo pieno di cultura, pieno di ironia e di doppifondi (perchè contengono tutto e il suo contrario), di conoscenza e di esperienza. È un musicista e sa tanto di musica, doti eccezionali per ricoprire, credevo, il ruolo di coach capitanando una delle due squadre che si fronteggiano durante la fase serale di Amici. E ho sbagliato. Non nel riconoscergli queste prerogative perchè le ha, ma perchè ho creduto che potessero bastare, non valutando che avrebbe anche dovuto ricoprire un altro aspetto purtroppo altrettanto necessario: corrispondere alle esigenze dei ragazzi. Creare quel legame che porti i ragazzi in gara, a credere nel loro coach; far sì che i ragazzi gli riconoscano le capacità di guida e di crescita come è giusto che sia in ogni rapporto costruttivo e mai impositivo. Questo non è successo. Anzi purtroppo è successo l’esatto contrario. La squadra che Morgan ha capitanato è composta attualmente da quattro partecipanti e tre di loro hanno chiesto a noi una soluzione immediata, disposti – uno di loro con certezza – anche a lasciare il programma pur di non dover più avere obbligatoriamente Morgan come coach. Si sono sentiti non compresi, mai esaltati non nelle loro doti perchè non sanno nemmeno se le hanno, ma nello spirito di entusiasmo inteso come tensione positiva, e di fiducia con cui si vorrebbe e dovrebbe affrontare il palco del serale e la gara. Amici è e vuole rimanere un programma che racconta al pubblico le vicende di alcuni ragazzi che hanno talento e che sperano di vederlo riconosciuto da chi fuori dal programma potrà offrire loro un’occasione di far diventare quel che sognano, realtà. E io questo non posso tradirlo. Dato lo stato dei fatti, e non volendo perdere una risorsa come Morgan, ho proposto ai ragazzi e a lui stesso che la sua figura potesse rimanere a fare quello che spesso lui mi ha ricordato essere la miglior espressione di sé: fare musica e parlare di musica. Svincolando lui dagli obblighi degli schemi che invece purtroppo servono a far andare avanti la macchina organizzativa. E svincolando loro, i ragazzi, dalla regola che vuole che il coach decida in accordo con la produzione i brani da assegnare, i brani da schierare e le scelte di chi, in caso di perdita di partita, debba affrontare il ballottaggio e poi magari anche l’abbandono del programma. Morgan non ha voluto incontrare né noi né ha voluto accettare l’invito a parlare lui direttamente con i ragazzi. Ha scelto di mandare un suo rappresentante con l’intento di spiegare ai ragazzi chi fosse davvero Morgan e quali qualità avesse da offrir loro. L’incontro tra il suo rappresentante e i ragazzi c’è stato e non ha sortito nessun cambio di visuale da parte loro.  Dopo una lunga e vana attesa di un incontro con gli autori e con chi gestisce la produzione tutto è degenerato. Da lui sono partiti gli insulti, le accuse, le teorie complottiste e persecutorie, fino alla ovvia e necessaria risoluzione degli impegni reciproci. Peccato. Morgan è e rimane una persona che ho stimato e che stimo per essere com’è. Tutti mi dicono che presto farà in modo che su di noi ricadano le più brutte nefandezze. Spero di no e, laddove fosse, spero di continuare a rimanere salda nel mio pensiero su di lui”

CONTINUA A LEGGERE

Morgan decide di replicare sui social: “Voglio dire che sono stato offeso e trattato male, tutto qui. Che la lite coi ragazzi è sceneggiatura televisiva ma è l’unica cosa a cui potevano appigliarsi di fronte alla paura che hanno. La loro paura è fondamentalmente basata sull’enorme divergenza di stile: io credo nella qualità, nella cultura e nella comunicazione sana e intelligente, nell’arte e nel servizio pubblico, nell’istruzione. Loro nella televisione spicciola, nel mercato, nel denaro, nel mantenere bue il popolo e ben salde le poltrone. Hanno paura. Tutto qua.  Io ho offerto loro molte proposte molto impegno e molta passione e molta professionalità loro mi hanno linciato. Un ambiente dove avviene un linciaggio è normale? No, ovviamente. Il vero mio errore è stato credere che potessero essere genuinamente in grado di un risveglio, ma così non è stato e la mia ingenuità se la sono sbranata come han potuto. Vi ricordo che nonostante i loro disperati tentativi di massacrarmi, anche da fuori, nella gara rimango in vantaggio!!! Forza bianchi! Gli ho dato talmente tante assegnazioni e materiale che come canzoni possono vivere di rendita per qualche mese. Ribadisco che non è vero delle divergenze coi ragazzi, è roba costruita, i ragazzi devono eseguire tutti i loro ordini peggio che militari. Io che so perché ci siamo guardati negli occhi e sussurrati ‘sono con te’ non vedo l’ora di riabbracciarli quando saranno fuori dall’incubo. Fossi nei loro panni me la farei addosso letteralmente”. E la rivelazione: “Ho fatto la mia scelta di andarmene finché non avessero risposto alla proposta: posso lavorare? Mi hanno detto: vogliamo Emma nel tuo posto di coach e tu l’affiancherai. Ma non se ne parla proprio, non distinguono nulla, non avendo cognizione musicale pensano che siamo compatibili. Pensano che sia logico vedere Emma e Morgan capitanare insieme una squadra, come vedere Almirante e Berlinguer che fanno un partito. Maria voleva vedermi come un burattino nel suo show, gli interessavano il mio faccione e i miei capelli da gatto morto. Avrei preferito che mi dicesse in faccia che mi vedeva come il Consorzio Nettuno, sarebbe stata nobile”. Quindi afferma: “I ragazzi fanno parte di un sistema, accecati dall’idea del successo, ma vivono come segregati, come schiavi, in case con telecamere e senza finestre. Non possono usare neppure i cellulari. Poi vengono buttati in scena messi sui banconi. Vivono nel panico, altro che talento. Che si vergognino. Voglio che ci vadano gli ispettori sociali a vedere qual è la situazione. Anche i genitori devono chiedere informazioni”. E sulla conduttrice chiosa: “Lei è una persona colta, ci si riesce a dialogare, ma ha messo in piedi un meccanismo infernale. Mi ha chiesto: cosa è che ti preoccupa. Le ho risposto: il tuo pubblico che è un non sense, ti torna addosso quello che gli hai dato in questi anni. Li ho definiti bimbiminkia? Ma io non sapevo neppure cosa significa questa parola. Maria li chiama così. A un certo punto l’ho detto: vi chiamano così, ma non hanno il coraggio di dirvelo, io invece lo dico in faccia”. Ora non potrà più farlo… almeno in tv”.

CONTINUA A LEGGERE

La replica finale di Maria De Filippi: “Fino ad ora resisto nell’intento di non farmi influenzare dalle nefandezze che, come da altri previsto, sono uscite puntualmente dalla bocca di Morgan. Continuo a pensare a lui come ad un uomo pieno di doti elevate e rare e non voglio mortificare la mia intelligenza, entrando in ‘lite’ e stilando una lista di accuse. Annoierei chi le cose già le sa e mi direi da sola alcune ovvietà tipo ‘non lo sapevi prima di invitarlo che Morgan dà sempre fuoco a tutto, per il solo gusto di farlo?’. Sì, lo sapevo e, come detto, ho sbagliato a credere che dandogli la libertà potesse trovare finalmente modo di far conoscere se stesso e le cose che sa. A me piacciono e avrei voluto condividerle. Poi però non mi va che nel fango ci finiscano i programmi, chi ci partecipa, il pubblico o i tanti che ci lavorano. Questo è il mio lavoro. Non scrivo poesie, non faccio musica, non suono nessuno strumento, ma non per questo mi sento colpevole. E mentre ribadisco che non faccio tante belle cose non faccio nemmeno quello di cui annaspando Morgan ci accusa. Una settimana fa dichiarava coram populo che Amici è la libertà, che ad Amici ha potuto fare quello che da nessun’altra parte in precedenza aveva mai ottenuto di poter fare e poi ieri invece gridava al complotto, alla macchinazione e alla manipolazione. Noi il male, lui il bene. Però noi siamo sempre noi e qualcosa non torna. Spero tanto di non ritornare più su questa storia. I ragazzi ‘manipolatissimi’ hanno avuto un incontro con le agenzie stampa nazionali e hanno raccontato quello che volevano e come volevano, rispondendo a tutte le domande. Io non andrei oltre e auguro a tutti tanta serenità. Ultima nota solo per chi, astutissimo, ha visto negli ultimi avvenimenti la mera ricerca del dato d’ascolto: se fossi capace di orchestrare preventivamente tutto quello che è successo in questi giorni vorrebbe dire che ho poteri non umani…”.

Mediaset querela Morgan per i suoi atteggiamenti diffamatori - PSDM Magazine