Sto morendo, posso andare a letto con tua moglie? (Dialogo incredibile)

Pubblicato il da Dottor X - aggiornato il - PSDM, Psicologia

Sto morendo, posso andare a letto con tua moglie? (Dialogo incredibile)

– Tesoro, devo parlarti.

– Dimmi amore.
– E’ una cosa molto importante, non me la sento di non parlartene.
– Ok.
– Ieri Giorgio mi ha detto che il suo più grande desiderio è andare a letto con me una sola notte. Io vorrei esaudire il suo desiderio.
– AHAHAHAH ok scherzo di cattivo gusto.
– No davvero, sta morendo. Me lo ha detto ieri.

Il ragazzo rimase basito. Era come se la vita lo avesse abbandonato per un lungo interminabile secondo.
Un uomo sta morendo in mezzo a mille sofferenze l’unica cosa che desidera è una sola notte con la sua donna. Come vivere con questo peso per il resto della vita? in fondo lei sarebbe stata di un altro una sola notte, mentre lui avrebbe avuto una vita intera per godersi la sua compagna.
Così, seppur con una terribile stretta al cuore decise di acconsentire.

Dopo mesi il ragazzo incontrò Giorgio.

– Come stai? – Sto morendo.

– Si, lo so. Ma cosa hai esattamente?

– Beh, sono vivo. Il ragazzo ebbe di nuovo quel gelido interminabile senso di morte.

– Quindi tu. . .

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– Si esatto, non ho una malattia, ma sto morendo ugualmente, e anche tu, come tutti gli altri, da quando c’è bisogno di una malattia per morire? Andiamo via comunque.

Solo che non ci si pensa, non ci si fa caso e ci si addormenta. Hai la tua bella scatola di certezze preconfezionate. I ” tuoi ” soldi, la ” tua ” donna, la ” tua ” casa, i ” tuoi ” amici.
Dimenticando che di tuo qui non c’è niente. Sparirà tutto e lo sai, ma fai finta di non saperlo.

Così vivi il timore di perdere i tuoi soldi, la tua casa, i tuoi amici e la tua salute.
Dimenticando che siete tutti, e che è tutto, solo di passaggio e che comunque lo abbandonerete.
E’ così da sempre. Peccato però che la mancanza di questa consapevolezza uccida molti prima del tempo. E non solo fisicamente, ma nell’anima.

Tu avresti dato soldi e oggetti ad un uomo morente, persino la tua donna, tu forse sei salvo. […]

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C’è chi vive per accumulare ricchezze per il mero gusto di possederle, chi vive nel terrore di perdere la propria donna, come te, e chi vive un’intera esistenza tra le mura di casa vicino una cassetta del pronto soccorso, temendo il mare, l’aria e la natura di cui è figlio.
Hai fatto piangere la tua donna un’altra volta stanotte e tutto questo perché? Perché sei malato, malato di gelosia, da quando l’hai sposata pensi sia tua come un oggetto che ti appartiene, non come un fiore che devi nutrire ogni giorno.

Povero pazzo, lei non è mai stata tua ne mai lo sarà, sei soltanto libero di amarla, e lei libera di accettare il tuo amore. Finché alimenterai il terrore di perdere qualcosa che non possiedi, ogni giorno di vita vi sembrerà l’inferno, per entrambi.

E lei un giorno lo capirà, perché non è malata come te, ti lascerà e cercherà un amore più sano. E tu solo in questa stanza, a chiederti cosa avresti dovuto fare per non perderla.
Ed è qui il tuo più grande sbaglio. Non avevi niente da perdere. Avevi solo l’opportunità di amare.

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Giorgio schioccò le dita, il ragazzo si svegliò. Stava sognando. Non fu mai cosi felice di essere lì, un altro giorno in mezzo al mondo, di passaggio.

Andò da lei, nell’altra stanza, quella sera l’aveva sgridata per colpa di una macchia sospetta sul suo vestito, era solo dentifricio.
Ma lui era paranoico. Non voleva più esserlo.

Sul comodino un anello aperto alle due estremità e un biglietto: voglio essere libero di amarti.
Non schiavo del tuo amore, e tu non sarai mai schiava del mio. Voglio amarti ogni giorno così. Perdonami.

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