Tanti amici, nessun amico: l’equivoco dei social network

Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - People

Tanti amici, nessun amico: l’equivoco dei social network

Tanti amici, nessun amico. Prendiamo Facebook, per esempio.

A quante persone possiamo legittimamente assegnare la “pesante” etichetta di amico?

Chi sono i veri amici?

Uno studio inglese ha indagato sulla sfera dell’amicizia virtuale.

Prima di sviscerarlo, può essere utile citare il noto numero di Dunbar, teorizzato negli anni Novanta dall’antropologo e psicologo Robin Dunbar.

Secondo questo numero la nostra capacità cerebrale può accogliere con coscienza 150 relazioni al massimo.

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Il numero di Dunbar consiste in una serie di cifre che stabiliscono una gerarchia di amicizia.

Questa è composta da cinque “amici del cuore”, 15 più stretti, 50 nella terza fascia e i restanti a ruotarci intorno.

Non potremmo andare oltre quanto a capacità d’intrattenere relazioni stabili.

Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn:

i social hanno facilitato le collaborazioni e ci hanno consentito un allargamento delle nostre cerchie senza precedenti.

Ma è sempre un bene?

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Forse Dunbar non sarebbe d’accordo: se ne frega dei social network, tenendoli al centro della scena solo in quanto facilitatori.

Per lui Facebook ha avuto clamoroso successo perché è fondamentalmente un modo per “tenere traccia delle persone che altrimenti sparirebbero dalla nostra vita”.

E forse ha ragione.

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