Spiare il partner: giusto o sbagliato? Alcune riflessioni…
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - Tendenze
A caccia di prove di un tradimento.
La paura di essere traditi da chi si ama, può assalire tutti, anche le coppie più solide e le persone più sicure.
Ma è giusto controllare il proprio coniuge?
Spiare il partner: è giusto o sbagliato?
Difficile dare una risposta sul valore morale dello spiare e non è semplice stabilire se sia giusto o meno controllare l’altro.
Tuttavia anche quando i propri sospetti sono fondati, vestire i panni di Sherlock Holmes non aiuta a risolvere la questione…
…e cercare le prove richiede solamente un forte stress sia per il controllore che per il controllato.
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L’unica soluzione in questi casi è il dialogo.
Perché un confronto verbale consente di capire se il tradimento è legato a un momento di debolezza, a un disagio momentaneo, a una crisi personale o di coppia.
Perché si spia?
Solitamente ciò che spinge una persona a controllare il proprio partner è la scarsa autostima, perché le persone insicure sono spaventate dall’incertezza.
Il bisogno di controllare è spesso legato a una convinzione di base per cui se controllo evito delusioni e sofferenze.
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E spesso questo meccanismo scatta perché si ha un background affettivo poco piacevole.
Spiare è un reato.
La legge italiana considera la pratica dello spiare un reato di violazione della privacy oppure della corrispondenza.
La legge vieta di impiegare come fonti di prova sia le intercettazioni di sms e telefonate sia i messaggi “rubati” da Facebook.