Chiamiamolo love 2.0

Siamo nell’era del 2.0. Computer, smartphone, tablet, chi più ne ha più ne metta. Amati o odiati che siano, quasi tutti ne possediamo uno (o più). Siamo in una società che ci vuole imporre di essere sempre connessi, 24 ore su 24. Compagnie telefoniche che offrono tariffe ottime per la connessione, sempre più locali che mettono a disposizione la rete wi-fi.

Sempre online su Facebook e sempre più offline nelle relazioni face-to-face. L’era digitale ha sconvolto anche le relazioni di coppia. Il piacere e l’attesa durante la fase del corteggiamento, l’emozione mentre si è insieme e si fa partire una canzone dicendo: “Questa è per te”, lo stare ore e ore a pensare “chissà cosa sta facendo in questo momento”, “chissà se mi pensa”. Tutto svanito.

La fase del corteggiamento è soltanto una questione di segnali da interpretare. È una lotta per la conquista dove le armi sono i click: i mi piace alle foto caricate su Facebook, il messaggio privato, il commento adatto, lo stato postato “tatticamente” per ricevere il like. Conquistare una donna è diventato molto semplice: conoscersi è d’importanza secondaria, basta osservare attentamente il profilo virtuale per affermare di conoscere tutto l’uno dell’altra.

Una volta conquistata, via alla coppia 2.0. Non si è realmente fidanzati finché non lo si scrive su Facebook: si cambia lo “stato sentimentale”, si ricevono gli auguri (sinceri e non) degli amici e si dà il via all’addio alla privacy. Qualsiasi cosa fatta insieme va condivisa, qualsiasi sentimento provato va scritto in “bacheca”. Dal semplice “ti amo” al “stanotte è stato bellissimo fare l’amore con te”. Anche il sesso deve essere messo in pubblica piazza. Non si è se non si appare, è questo che va in voga adesso.

 

Sally

, PSDM, Love, Psicologia