Fedez si racconta: “La mia vita dopo il successo”

“La paura di sparire all’improvviso esiste e io mi preparo. Cerco di accettare nella maniera più sana possibile il mio declino inevitabile”. Fedez, rapper e giudice di XFactor, racconta a “Vanity Fair” la sua vita prima del successo: “È la realtà – ha confidato – E non sarebbe un dramma. Io so da dove vengo e so dove posso tornare. Vivevamo in una casa modestissima presa con il mutuo da mio padre. Faceva l’orefice. Con la crisi dell’oro, nel 2001, perse tutto. Il lavoro e anche la sapienza da artigiano, affinata per anni. Si è riciclato come magazziniere. (Mia madre) Gestiva l’archivistica di una multinazionale. Scartoffie, documenti, 1.500 euro di stipendio”.

In tv è accusato di essere “teleguidato” (“Qui non ci sono iPad e -lei può testimoniarlo- sono anche senza autori. Lo so cosa dicono: che in tv sono guidato dai suggeritori, che le idee sono degli altri, che sotto la patina c’è il trucco. In realtà se proprio dobbiamo parlare di successo costruito, io sono l’antitesi.

Al successo arrivo con le mia gambine, vendendo i cd a mano e rifiutando i contratti con le multinazionali. E quando spacciavo i cd a mano, superavo nelle vendite gli artisti che erano protetti dalle major”) e nell’edizione di XFactor con Morgan di essere “trash”: “Ma che c’entro io? Morgan manda a fare in culo chiunque, io assisto alla provocazione, rido come un pazzo, rispondo e reagisco in modo coerente. Poi se vogliamo dire che sono pieno di contraddizioni diciamolo pure”.

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