Weeend lungo tre giorni, undici ragioni perché dovrebbe essere così

Alcuni scienziati hanno teorizzato undici ragioni per le quali il weekend dovrebbe durare tre giorni. Secondo lo studioso Lawrence Michel, nel 2007 uomini e donne passavano al lavoro quattro settimane in più all’anno rispetto al 1979. E questo nonostante numerosi economisti e politologi sostengano che la diminuzione del tempo dedicato alle attività produttive remunerate sia positiva per la stessa economia. La Svezia sembra averlo capito, con l’intenzione di arrivare a sei ore giornaliere. Ecco undici motivi secondo i quali sarebbe meglio se il weekend durasse tre giorni anziché due.

1. Chi lavora di meno, è più creativo. Secondo uno studio dell’Ufficio federale di statistica della Germania, il carico di lavoro negli ultimi dieci anni è di nuovo aumentato drasticamente. Ma non è aumentata la potenza creativa degli impiegati. Numerose aziende sembrano averlo capito. “I dipendenti soddisfatti sono più creativi”, ha detto recentemente il capo del personale della Bosch.

2. C’è tempo per coltivare il talento personale. Dedicare la maggior parte del tempo al lavoro soffoca le potenzialità individuali e peggiora la qualità della vita. “La maggior parte delle persone sono così impegnate nel loro lavoro che non hanno energia e tempo per se stessi. In breve, la nostra capacità di vivere i nostri talenti e le nostre potenzialità soffre a causa della mancanza di spazio, ha scritto l’economista David Spencer in un articolo per il” Daily Mail “.

3. I dipendenti lavorano in maniera più produttiva. Spencer dice anche: “Chi lavora troppo, non è produttivo e quindi non è redditizio per l’azienda”. E questo aspetto è dimostrato da molti studi. L’economista John Pencavel della Stanford University ha condotto uno studio scoprendo che oltre una certa soglia di lavoro i dipendenti smettono di essere produttivi. E dunque non ha senso tenere gli impiegati sulla scrivania.

4. Un weekend di tre giorni è sano. Un carico di lavoro pesante non può essere sciolto in due giorni di riposo. Il corpo, costretto a uno sforzo prolungato, si ammala e perde la capacità di resistenza. E così il lavoratore deve necessariamente rimanere a letto per un periodo prolungato, giornate di lavoro perse che sarebbe comunque evitate se l’orario di lavoro fosse ridotto.

5. Due giorni non sono sufficienti per recuperare. Chi svolge una professione logorante sa bene che due giorni non bastano per recuperare le forze.

6. Lavorare meno rende felici Passare meno tempo al lavoro aumenta la creatività e la produttività, ma migliore anche l’umore. Chi lavora meno afferma di essere più felice e dunque si ammala di meno e contribuisce al benessere della società.

7. Più tempo libero aiuta a prevenire le malattie mentali. La pressione, la fatica e lo stress incidono negativamente sull’umore e possono sfociare nella depressione. Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, l’ansia è il disturbo medico più diffuso tra i lavoratori del continente, dopo le malattie dello scheletro e del sistema muscolare.

8. I dipendenti sono più motivati. Avere a disposizione tre giorni di riposo alla settimana contribuisce a svuotare il cervello, ma anche a tornare al lavoro con una grossa motivazione.

9 . E’ più facile notare gli aspetti positivi. La maggior parte delle persone che lavorano spesso si lamenta delle condizioni della propria professione: colleghi antipatici, capi intolleranti, aria condizionata troppo bassa o troppo alta e così via. Lavorare per quattro giorni invece aiuterebbe a cogliere gli aspetti positivi e darebbe l’opportunità ai dipendenti di aumentare le proposte per facilitare il lavoro quotidiano.

10. Una settimana di quattro giorni è un bene per l’economia. Chi passa la vita in ufficio ha meno opportunità di spendere. Questo può essere un lato positivo per chi ama il risparmio, ma è molto negativo per l’economia.

11. Lo sviluppo tecnologico rende possibile una settimana di quattro giorni. Keynes forse non poteva immaginare che nel nuovo millennio la tecnologia sarebbe stata così avanzata, ma nella sua previsione di una settimana lavorativa di 15 ore aveva incluso la prospettiva dell’aiuto tecnico dei macchinari. E questa profezia si è avverata. Già oggi sarebbe semplice togliere un giorno al lavoro e regalare ventiquattro ore al weekend.

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